Visualizzazione post con etichetta Dolci tradizionali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Dolci tradizionali. Mostra tutti i post

lunedì 8 febbraio 2016

E anche il Carnevale arrivò...castagnole di ricotta!



Come al solito non riesco ad essere costante. Ma eccomi a postare almeno una proposta smart per domani. Per chi volesse cimentarsi all'ultimo momento la ricetta è perfetta: semplice, di immediata realizzazione, si completa in un'oretta, frittura compresa. E sono davvero buonissime. La mia rivisitazione parte dalle famose Castagnole alla ricotta di Anna Moroni, ottime, ma con troppo sfrido per i miei gusti per una ricetta che nasce semplice e dovrebbe mantenersi tale il più possibile. Ho perciò semplicemente riproporzionato gli ingredienti in modo da poter utilizzare della comune ricotta in vaschetta da 250g e non rimanere con gli ennesimi albumi (ben 5) da consumare/congelare.
Il risultato si è rivelato talmente soddisfacente che credo diventerà d'ora in poi la "mia" ricetta di castagnole a tutti gli effetti.
Se qualcuno la prova mi faccia sapere cosa ne pensa...un allegro Carnevale a tutti :*

venerdì 3 luglio 2015

Quando tentar non nuoce_Croissant francesi di Iginio Massari


Richiesta della mamma, di quelle che non ammettono insicurezze "desidererei qualche cornetto semplice". Ottimo, io non solo non posso mangiarli,ma non li ho mai amati alla follia. Sono sempre stata dalla parte delle brioche, per quanto ho potuto...perciò è un argomento che non ho approfondito e, ad essere sinceri, NON SONO PREPARATA. 

Così un po' di giorni or sono mi metto in cerca di una soluzione praticabile e trovo questi del Maestro Massari, non troppo difficili e alla francese, senza uova nell'impasto. Perfetti. Ricetta ovviamente presente in tanti luoghi della blogosfera...ma provare a fare i croissant sfogliati per la prima volta nella vita, in piena estate, con un frigo che tentenna e, SOPRATTUTTO SENZA POI POTERLI ASSAGGIARE merita un posticino in questo rifugio virtuale, anche se di certo non si avvicinano alla perfezione di quelli di Gabila_Panedolcealcioccolato da cui ho, lo preciso, spudoratamente copiato (a proposito, grazie per averla condivisa e spiegata così bene!). Uniche sostanziali modifiche:

* non avevo in casa la farina con W 330...solo un'insufficiente quantità di Manitoba e tanta farina 00,       perciò ho sostituito la farina di forza con pari peso (metà e metà) delle succitate, comunissime farine;

** il Maestro Massari usa 20 g di lievito di birra fresco, Gabila 12 g...io visto il caldo mi sono accontentata di soli 8 g (ovviamente, con altre temperature sarà opportuno aumentarne le quantità!)

Eccovi quindi i miei croissant francesi, un pò pasticciati, ma certamente, per essere i primi, riuscitissimi...almeno per la mamma e le mie restanti, insostituibili cavie ;)

giovedì 4 giugno 2015

Red Velvet Cake

Brother's Birthday Dessert Table, tappa n°3: LA TORTA...voglio la Red Velvet e ci voglio il cioccolato bianco dentro da qualche parte!

Ci sono ricette collaudatissime nel tempo e nello spazio...la Red Velvet è una di queste!
E' una torta semplice, buonissima e dalla consistenza unica.
Si mette insieme piuttosto rapidamente e fa un figurone.
La mia è volutamente di un rosso molto scuro...una versione un po' dark della classica torta rossa replicata tante volte e sicuramente più tradizionale. Ovviamente potete farla della tonalità che preferite regolandovi col colore voi stessi, perché può essere tranquillamente aggiunto alla fine!
Ma torniamo ad aspetti più importanti.
Ci sono varie versioni dell'impasto di base, tutte più o meno simili. la discriminante principale è l'uso del burro o dell'olio. Personalmente non amo le torte con l'olio, non mi piace quella consistenza leggermente gommosa che hanno nonostante siano estremamente soffici e lo rimangano decisamente a lungo rispetto a quelle col burro. Non mi piace, inoltre, il retrogusto che hanno, è come se mancasse loro qualcosa che tiene gli altri ingredienti insieme.
D'altra partela la percentuale di massa grassa all'interno del burro difficilmente qui in Italia supera l'82-83%, inficiando il risultato finale di molte preparazioni provenienti da luoghi in cui sono comunemente utilizzati tipi di burro con percentuali di massa grassa pari al 97-100% (come nel caso del burro irlandese e scozzese o del burro chiarificato usato prevalentemente in Medioriente e in India).
Perciò mi sono adattata, ho fatto un mix di tutte le ricette più utilizzate (sperimentate e non) poiché alla richiesta esplicita di questo dolce come torta di compleanno non potevo venir meno ne fare tanto per fare.
Il risultato è andato anche oltre le mie aspettative, poiché si è mantenuta perfettamente e senza alterazioni di sapore o di consistenza per diversi giorni ed è stata gradita anche da chi in famiglia generalmente non ama questo tipo di torte.
Provatela e fatemi sapere come è andata ;)

venerdì 8 maggio 2015

Cake alla panna acida


Chi tra noi ha trascorso un pò di tempo nei paesi anglosassoni sa che riescono a sfornare le torte semplici più buone del mondo. Parlo di pound cakes, madeira cakes, tea brack, carrot cake, walnut and coffee cake, plumcake, sponge cakes e muffins.
Tutto è tanto corposo negli ingrdienti quanto delicato al palato. Delle pies parleremo un'altra volta.

Ecco, dopo anni di tentativi l'ho trovato. parlo del POUND CAKE PERFETTO, sua maestà SOUR CREAM POUND CAKE, ovvero una sorta di quattro quarti alla panna acida.


Il non trovare proprio l'ingredienta più importante, la sour cream, non compromette la riuscita della ricetta, perché sostituirla sarà molto più facile di quanto potrebbe sembrare.
Seguitemi in questa avventura...non smetterete più di rifarlo!

giovedì 23 aprile 2015

Munavalgekook...ovvero, ciambella estone agli albumi!

Ecco qui una ricettina semplice semplice che vi farà cambiare idea sulle torte solo albumi.
Dimenticate consistenze gommose o asciutte. Dimenticate dispendiosi acquisti in frutta secca che, unica e sola, riesce a far durare, e felicemente, nel contesto bakery, un matrimonio col bianco d'uovo.
Qui parliamo di un dolcetto al limite del banale, super economico e iper veloce da realizzare. Vi garantisco che ci impiegherete non più di dieci minuti d'orologio. E le attrezzature? Ci facciamo bastare le fruste elettriche, per stavolta, che di più non si necessità ;)
Per questa ricetta ringrazio Pille, una blogger estone che scrive anche in inglese, da cui avevo già copiato i frollini al latte condensato che potete trovare qui.
Se i frollini erano magnifici, perché non avrebbe dovuto essere altrettanto buona quest'altra ricetta della tradizione baltica???
Si passi alle specifiche allora!

giovedì 9 aprile 2015

Pizza dolce di riso


Ci sono ricette che non hanno tempo e fanno sorridere da lontano.
Ci sono profumi che possono farci sentire a casa anche quando siamo distanti e quel particolare significato è ormai solo nella nostra mente...e nel nostro cuore.
Questa è una di quelle.
E' una ricetta antica, fatta con gli ingredienti della primavera, i più semplici.
E mentre veniva preparata è riuscita a riportare la serenità sul volto del mio compagno di viaggio.
La dedica è per lui.

venerdì 3 aprile 2015

Piccidat' Castelluccese: il pane dolce di Pasqua dell'infanzia


Esiste una tradizione antica in quel di Castelluccio Inferiore e Superiore, paesini ridenti della Valle del Mercure, nel basso potentino, quadi a confine con la Calabria: quella del Piccidat', uno grosso pane dolce preparato puntualmente nel periodo pasquale. Il Piccidat' è qualcosa che mi riporta, ogni volta, tanto indietro nel tempo, ha per me sapore di casa e, soprattutto, di famiglia.
Da bambina mangiavo quello cotto a legna, impastato dalle sapienti mani di massaie autoctone dalla farina del mulino locale. Poi venne a mancare mio nonno e le cose cambiarono, e avere un pezzo di Picciddat' tradizionale divenne ogni anno più difficile. E qui, come sempre, intervenne mia madre, che si adoperò per ottenerne la ricetta da un'amica di mia nonna, anch'ella di Castelluccio, la signora Luisa. Tant'è che a casa mia ricomparve annualmente l'amato ed enorme pane pasquale.
Tuttavia il metodo di Luisa, pur essendo pedissequamente rispettoso della tradizione in dosi e ingredienti utilizzati, non riproduceva esattamente lo stesso odore antico di questa pagnotta a causa dell'utilizzo massivo del lievito di birra fresco e di un'unica fase di lievitazione direttamente in un grosso e alto stampo circolare.
Così ho consultato papà che mi ha dato qualche dritta sull'aspetto che avrebbe dovuto avere tradizionalmente. E ho messo a punto questo metodo, molto simile a quello usato da Raffaella qui, diminuendo il lievito di birra presente nella ricetta che Luisa aveva regalato a mia madre.
E questo è il risultato;)

giovedì 2 aprile 2015

Tradizioni a confronto: la pastiera di grano tra Salerno e Napoli


Dalle mie parti la pastiera non è affatto tradizionale. Qui a Pasqua si fanno i BISCOTTI, TANTI BISCOTTI, quelli a ciambella con il naspro e le freselline cotte con mandorle e pinoli.
ma mia madre la pastiera l'ha sempre fatta, quella col grano e rigorosamente enorme e preparata alla napoletana, senza crema.
Da piccola odiavo la pastiera per via dell'aroma ai fiori d'arancio: era troppo "dolce" per me.
Poi la rivelazione: una pastiera fatta in una casa di Napoli Centro Storico, prodotto delle mani di quell'ottima cuoca che era la nonna di Davide, donna instancabile e di ottima compagnia di un'altra epoca.
La sua pastiera era profumatissima di cannella e i fiori d'arancio non invadevano naso e palato, ma si armonizzavano col resto. Non ricordo esattamente quanta ne riuscii ad ingurgitare quella Pasquetta del 2010, ma da allora non rifiutai più a priori questo dolce dalle origini tanto antiche e dalla composizione ricchissima di significati.
La mia prima pastiera senza aiuti la feci tre anni fa seguendo la ricetta di Sal de Riso trovata su un numero del magazine La Prova Del Cuoco. Era buonissima. All'interno utilizzai le mie scorzette d'arancia al posto dei canditi industriali. Poi pian piano ho fatto qualche modifica, reinserendo anche il cedro candito tipico della mia zona (la celeberrima Riviera dei Cedri è qui a due passi).

La ricetta di De Riso, come tutte le pastiere dell'alto Salernitano, ha nell'impasto anche la crema pasticcera. Le pastiere che avevo assaggiato nelle migliori pasticcerie di Napoli durante gli ultimi due anni di Università, così come quella preparata dalla nonna di Davide, no. La pastira napoletana tradizionale ha, infatti, un sapore e una consistenza più rustiche, in cui il grano deve sentirsi davvero, un guscio di frolla allo strutto e un gusto molto speziato, meno morbido di quella che avevo copiato da De Riso.

Quest'anno ho voluto preparare entrambe le versioni: quella tradizionale con lo strutto e la cocozzata (i canditi di zucca) e quella più raffinata, salernitana, con la crema.

A voi la scelta ;)

P.S.:  Vi avverto prima del fatto che la pastiera è, come tutti i cibi antichi, cibo di pazienza: da quando inizierete a prepararla al momento in cui la degusterete dovranno trascorrere almeno  tre o quattro giorni. Sarà dura resistere, ma ne varrà la pena!

giovedì 19 marzo 2015

Zeppole di San Giuseppe...quelle fritte!


 Ed eccoci ad una ricetta della tradizione, quella che ogni anno vetse a festa le nostre tavole nel giorno di San Giuseppe, ovvero per la Festa del Papà: le zeppole con crema pasticcera e amarene.
Qui da me si osserva pedissequamente l'uso della zeppola fritta, che poi, diciamocelo, fa più festa di quella al forno ;).
Di zeppole di San Giuseppe ne ho assaggiato e divorato di ogni fattura e dimensione durante gli anni di Università trascorsi a Napoli, dove invadono le vetrine di pasticcerie e panifici subito dopo il Carnevale.

Confesso che questo dolce, così semplice, mi è sempre piaciuto moltissimo, così negli ultimi anni ho messo a punto una ricetta per realizzarlo con cui poter ottenere degli choux gonfi e vuoti bentro e in cui le uova non prevalessero sull'equilibrio dei sapori.
Ho quindi riadattato alla frittura la ricetta per la pasta choux che normalmente uso, quella del maetro Ugo Alciati, a sua volta maestro di Maurizio Santin.
Questo impasto da bignè prevede l'uso della margarina al posto del burro, dell'acqua in luogo del latte e una piccolissima quantità di lievito per dolci per aiutare il processo di asciugatura dell'impasto in cottura.

Non uso margarina normalmente, ma in questa preparazione fa la differenza in termini di leggerezza e gusto.
Vi invito perciò a provarla, facendo tanti auguri a tutti i Giuseppe e, soprattutto, a tutti i papà!